Gruppo Iren – La vertenza entra in una nuova fase: proclamata la mobilitazione.
La vertenza sindacale che interessa le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo Iren entra in una nuova fase di mobilitazione.
Il 13 ottobre 2026 si è svolto l’Attivo unitario delle delegate e dei delegati del Gruppo Iren, che ha registrato la partecipazione di oltre 100 rappresentanti sindacali, chiamati a valutare l’evoluzione della vertenza e a definire le conseguenti iniziative.
L’ampia partecipazione alle assemblee territoriali, il mancato raggiungimento di un’intesa nell’ambito del tentativo di conciliazione presso il Ministero del Lavoro e l’assenza di risposte concrete da parte aziendale hanno determinato una posizione chiara e condivisa: proseguire con determinazione lo stato di agitazione, rafforzando le iniziative di mobilitazione fino al ricorso allo sciopero.
Nonostante le ripetute sollecitazioni delle Organizzazioni Sindacali, il Gruppo Iren continua a non fornire risposte adeguate alle numerose criticità rappresentate nel corso del confronto.
L’ultima proposta aziendale, sostanzialmente limitata alla definizione di un calendario di incontri, è stata giudicata insufficiente rispetto alla necessità di affrontare concretamente questioni che interessano il presente e il futuro delle lavoratrici e dei lavoratori.
Al centro della vertenza rimangono le carenze di organico e i crescenti carichi di lavoro, la necessità di adeguati investimenti nelle reti e negli impianti, le problematiche connesse agli appalti, la valorizzazione delle professionalità, il rafforzamento delle politiche di welfare e la mancata armonizzazione dei trattamenti contrattuali all’interno del Gruppo.
Si tratta di problematiche che non riguardano solo la qualità delle relazioni industriali, ma anche aspetti che incidono direttamente sulla qualità del lavoro, sulla sicurezza, sull’efficienza delle attività operative e sulla capacità dell’azienda di garantire servizi pubblici adeguati alle esigenze dei territori.
Alla luce di queste considerazioni, l’Attivo unitario ha conferito alle Organizzazioni Sindacali un mandato preciso, individuando le seguenti iniziative:
• Interruzione di tutte le relazioni industriali con il Gruppo Iren;
• Sciopero delle prestazioni di lavoro straordinario dal 27 ottobre al 5 novembre 2026 per il settore Ambiente e dal 27 ottobre al 23 novembre 2026 per il settore Energia;
• Sciopero di un’intera giornata nel mese di novembre, secondo le modalità definite dalle Organizzazioni Sindacali.
Parallelamente, le Organizzazioni Sindacali hanno deciso di coinvolgere direttamente i Sindaci dei principali Comuni azionisti pubblici del Gruppo, richiedendo specifici incontri per rappresentare le criticità irrisolte e le loro ricadute sui lavoratori e sui servizi erogati.
La vertenza assume infatti una rilevanza che va oltre il perimetro aziendale: un Gruppo industriale che gestisce servizi pubblici essenziali deve assicurare investimenti adeguati, condizioni di lavoro sostenibili e una gestione industriale coerente con le responsabilità che derivano dal proprio ruolo nei territori.
Sono inoltre previste ulteriori iniziative di informazione e sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza, affinché siano pienamente comprese le ragioni della mobilitazione.
La FLAEI Cisl ritiene che la fase attuale richieda un deciso cambio di passo da parte del Gruppo Iren.
Il confronto sindacale non può esaurirsi nella calendarizzazione di incontri privi di risultati concreti, né può tradursi nell’ennesimo rinvio di questioni che da tempo attendono risposte strutturali.
La scelta della mobilitazione non rappresenta un punto di partenza, ma la conseguenza di un percorso di confronto che, nonostante la disponibilità dimostrata dalle Organizzazioni Sindacali, non ha prodotto i risultati necessari.
La compattezza espressa dalle delegate e dai delegati e l’ampia partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori alle assemblee costituiscono un segnale inequivocabile della volontà di ottenere risposte e impegni concreti.
La FLAEI Cisl continuerà a sostenere con convinzione le iniziative di mobilitazione, nella consapevolezza che la tutela del lavoro, la valorizzazione delle professionalità e il rafforzamento degli investimenti rappresentano condizioni imprescindibili per garantire il futuro industriale del Gruppo e la qualità dei servizi pubblici.
La responsabilità di riaprire un confronto credibile, fondato su risposte concrete e impegni verificabili, è ora nelle mani dell'azienda.
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